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Arriva la prima rata delle due patrimoniali sulla casa. Se sei proprietario unicamente di prima casa, sei esonerato. Scopri tutto!

 

Il Tax Day, il giorno delle tasse, si avvicina. Entro giovedì 16 giugno gli italiani dovranno versare il saldo e l’acconto dovuti in base alla dichiarazione dei redditi (modello Unico). E’ la prima rata delle due patrimoniali sulla casa: Imu e Tasi. A mancare sarà il gettito della Tasi sull’abitazione principale che da quest’anno ha conquistato la libertà anche dalla tassa sui servizi indivisibili erogati dai comuni, dopo che da anni è esentata sul fronte dell’Imu. Chi è proprietario unicamente dell’abitazione principale e relative pertinenze (una per tipo), quindi, potrà tranquillamente snobbare la scadenza del 16 giugno, almeno per quanto riguarda le imposte locali sugli immobili.

Il 16 giugno sarà anche meno pesante perché la legge di Stabilità ha bloccato, per il 2016, la voracità del Fisco di periferia: i Comuni, infatti, non possono ritoccare all’insù le aliquote del 2015. Se vogliono modificarle lo possono fare, ma solo in senso favorevole ai contribuenti. Il tempo per decidere c’è: visto che le aliquote definitive possono essere decise dai Comuni entro il 16 ottobre. Rimane, quindi, questa assurdità di costringere i contribuenti a versare imposte la cui entità sarà nota praticamente a consuntivo.

Novità solo parzialmente positive sul fronte delle case date in comodato. Un tema molto sentito dai contribuenti e al quale il legislatore ha fornito una risposta insufficiente. Le abitazioni date in uso gratuito ai familiari non sono più assimilabili all’abitazione principale, come potevano decidere in passato, entro alcuni limiti, i Comuni. Quindi su questi immobili sono dovute sia l’Imu, sia la Tasi. E’ previsto però uno sconto del 50% sulla base imponibile, ma solo se il contatto di comodato, che deve essere registrato, vede come protagonisti parenti in linea retta di primo grado che utilizzano l’immobile come abitazione principale. Quindi solo se il comodato avviene tra padri e figli (o viceversa).

E non è finita qui, perché sono previste altre condizioni. Il comodante, infatti, non deve essere proprietario di nessun altro immobile abitativo in Italia e deve risiedere anagraficamente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Oppure, in alternativa al punto precedente, oltre all’immobile concesso in comodato può possedere nello stesso comune un’altra abitazione non di lusso, adibita a propria abitazione. Un vero ginepraio in cui è difficile orientarsi. Una conferma, se ce ne fosse bisogno, della complessità congenita della tassazione locale sugli immobili.

Il consiglio di Sarpi

Se hai dubbi o vuoi dei consigli in materia di tasse, che ti ricordiamo sono da pagare entro il 16 giugno 2016, non esitare a chiamarci! Sapremo aiutarti in modo veloce, facendoti agire subito nel modo corretto!

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